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Da Facebook

Sembra una contraddizione ma non del tutto, provate a pensarci.
In questi giorni ci ho provato.
Ho guardato al mio lavoro: sono chirurgo all’ospedale di Tortona e mi occupo di Senologia.
Nella nostra realtà questo significa fornire:

1) un ambulatorio aperto al pubblico tutti i giorni con diversi tipi di attività clinica e diagnostica
2) visite e consulenze multidisciplinari
3) attività di ricerca clinica
4) una seduta operatoria operatoria la settimana (di solito al mercoledì) dalle otto alle diciassette per gli interventi chirurgici alla mammella

I semplici numeri che tutto questo produce, per esempio nel 2012, sono:

  • 6.600 prestazioni ambulatoriali comprese quelle multidisciplinari;
  • 308 interventi chirurgici in sala operatoria
  • 384 approfondimenti diagnostici microistologici di cui 80 con tecnica VAB
  • 45 donne arruolate in studi clinici

Chi lavora in questa Unità di Senologia sa quanto impegno si racchiude in queste cifre, quanta “umanità” rende importanti questi numeri. Concedeteci quindi un po’ di orgoglio… ma il nostro lavoro, ogni giorno ci dimostra che la prima cosa da evitare assolutamente è la p r e s u n z i o n e.

Infatti, c’è sempre il rischio di sbagliare perchè nessuno è infallibile e nessuno strumento o tecnologia sono perfetti; perchè c’è sempre qualcuno che ti ricorda che se lavori a Tortona e non a Milano all”IEO o all’Humanitas vuol dire che non sei poi così bravo; perchè i “lacci e lacciuoli” burocratico-istituzionali richiedono profusione di sforzi e di fantasia per mantenere fede alla consegna del Sistema sanitario nazionale di mettere il paziente al c e n t r o; perchè la revisione di spesa… beh, lasciamo stare, sarà meglio fermarsi.

Tutto questo può bastare a rendere l’idea che volevo condividere: cerco di essere umile, la realtà quotidiana me lo chiede, però, proprio perchè me ne rendo conto e ci provo in modo convinto…. me ne vanto e ne faccio uno stile di lavoro, condiviso in modo anche migliore da tutti i professionisti che fanno parte dell’Unità di Senologia.

Alla gente chiediamo di starci accanto in questo sforzo di essere umili ma efficaci, efficienti, adeguati, affidabili…

Fra le tante perle che la prof. Rita Levi Montalcini ci ha lasciato, mi ha colpito questa riflessione:
“Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi”.
Per il 2013 potrebbe essere un consiglio interessante.

Per quanto ci riguarda, vorremmo fare questo percorso, continuare ad essere quello che siamo, a fare quello che facciamo e che i numeri un po’ spiegano, allinearci a nuovi scenari indicati dalla Rete oncologica del Piemonte quali lo stile di vita con il progetto “GIRO VITA E PREVENZIONE ONCOLOGICA”.
Credetemi, è un gran bel percorso e non sarà facile. Speriamo di farcela ma non da soli, con voi: che ve ne pare? Andiamo avanti?

Maria Grazia Pacquola
Unità di Senologia di Tortona ASL AL

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